TOSSINE BOTULINICHE



l'Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA ha recentemente approvato l'utilizzo della Tossina Botulinica Vistabex anche per le rughe frontali, con successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 

La determina AAM/PPA n. 366/2018 del 10 aprile 2018 è scaricabile cliccando qui.

L'approvazione in G.U. n. 112 del 16 maggio 2018 (serie generale) è scaricabile cliccando qui.

Le Patologie Tiroidee

La tiroide è una ghiandola endocrina ( vuol dire che versa il suo secreto direttamente nei vasi sanguigni) normalmente pesa circa 20 grammi e si costituisce di due lobi laterali, destro e sinistro,ciascuno lungo circa 5 cm, uniti nel mezzo da una banda di tessuto tiroideo, l’istmo. E’ sita sulla parte anteriore del collo.

Nonostante sia cosi’ piccola questa ghiandola è fondamentale per il controllo del  metabolismo di

tutte le cellule del corpo umano grazie alla produzione di due ormoni la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3).

La produzione di T3  e  T4 viene a sua volta regolata da un altro ormone ,il TSH o ormone tireotropo, prodotto dalla ghiandola ipofisi (sita alla base del cervello).

Praticamente quando gli ormoni tiroidei si riducono nel sangue, i valori del TSH aumentano nel tentativo di

stimolare una ghiandola tiroidea che tende a lavorare di meno, mentre quando gli ormoni tiroidei

nel sangue tendono ad essere in eccesso questo ormone si abbassa per evitare di stimolare una

ghiandola che sta funzionando troppo.

Patologie  tiroidee colpiscono, in media, una persona su venti e le donne sono le più colpite.

Le malattie della tiroide comprendono forme benigne, che possono essere normo- ipo- e iperfunzionanti (a seconda della quantità di ormoni tiroidei prodotti), patologie infiammatorie e patologie neoplastiche.

                                                          IPERTIROIDISMO

Il termine ipertiroidismo si riferisce a qualsiasi condizione in cui ci siano ormoni tiroidei in circolo in abbondanza.  Ciò ,spesso,deriva da una iperattività generalizzata di tutta la ghiandola, una condizione anche chiamata"gozzo tossico diffuso"o altrimenti denominato Morbo di Flajani-Basedow-Graves oppure si può avere la presenza di  uno o più noduli nella tiroide iperattivi , e si hail gozzo tossico uni- o pluri-nodulare.

 Si può diventare ipertiroidei se si ha una tiroidite, se si assumono troppi ormoni tiroidei per bocca o per particolari malattie dell’ipofisi.

L’origine del morbo di Flajani-Graves-Basedow   è sconosciuta ,ma è sostanzialmente su base autoimmune ed è influenzata da un'importante componente genetica ed ereditaria. C’è la formazione di anticorpi anomali per il recettore del TSH e ciò porta a  effetti stimolatori dell'ormone sull'attività ghiandolare con iperattivazione  della tiroide, con aumento in circolo di entrambi gli ormoni tiroidei (FT4 ed FT3) e blocco del TSH . Come conseguenza si ha una tireotossicosi.

Sintomatologia: all’inizio molto sfumata e difficile da riconoscere: sono in prevalenza  ansia e preoccupazione senza motivo, emotività esasperata, inquietudine, difficoltà ad addomentarsi,

depressione, mente affaticata tremori.

A  quadro conclamato, si hanno i segni della tireotossicosi: tachicardia, palpitazioni, aritmie (fino alla fibrillazione atriale), debolezza, intolleranza al caldo con abbondante sudorazione, arrossamento del volto e del collo improvvisi, disturbi mestruali fino all'amenorrea, calo della libido e della fertilità, disturbi dell'alvo con frequenti episodi diarroici, debolezza muscolare, aumentato volume della tiroide (gozzo), fiato corto, fragilità delle unghie che si fessurano ,perdita di capelli, tremori alle mani, e calo di peso nonostante l’ aumento del senso di fame, che può in alcuni casi determinare un aumento di peso (Basedow grasso).

Tipico ,se non si fa terapia, è l’ esoftalmo, una condizione in cui gli occhi protrudono all'infuori, divenendo sporgenti e fissi “spiritati” con compromissione dell’occhio.

 

                                                               

 

 

                                                                                                IPOTIROIDISMO

L'ipotiroidismo è una condizione morbosa, causata dall'incapacità della tiroide di sintetizzare una quantità di ormoni  adeguata alle esigenza dell'organismo umano; più raramente, può dipendere da una resistenza, da parte dei vari tessuti del corpo, all'azione dei suddetti ormoni.

In altre parole l’ipotiroideo ha una ghiandola  tiroide poco produttiva o tessuti che, per un qualche motivo, sono resistenti all'azione degli ormoni tiroidei.

L’insufficienza tiroidea può presentare , tutti o in parte, questi sintomi:  palpitazioni, problemi cardiaci, disturbi del sonno, scarsa energia, affaticamento e stanchezza specialmente al mattino ,difficoltà a calare di peso, intolleranza al caldo e/o al freddo, specie delle estremità, depressione, sbalzi di umore,  lentezza dei processi mentali, assenza di memoria, cefalee, emicranie, disturbi alla vista ,gonfiore della faccia e ritenzione idrica in genere, acne, pelle grossolanamente secca, unghie fragili, aerofagia, flatulenza, stipsi, diarrea, difficoltà di deglutizione, alterazioni mestruali, problemi di fertilità, ridotta libido, rigidità articolare, crampi muscolari, fiato corto specie quando ci si sforza, frequenti infezioni respiratorie, allergie, asma

                                                            LE TIROIDITI (patologie infiammatorie)

Le tiroiditi sono distinte in

-una forma acuta (con pus), rara, derivante da infezioni di germi piogeniin zone  limitrofe o lontane alla tiroide ;si ha presenza febbre,dolore specie se si deglutisce,malessere generale.

-una forma subacuta (tiroidite di De Quervain), su base virale con distruzione di tessuto tiroideo e passaggio di ormoni nel sangue comportante ipertirodismo,dolore,ingrossamento ghiandola

-una forma cronica (tiroidite di Riedel) ,rara ,in cui la tiroide diventa fibrosa,si ingrossa e comprime e ingloba strutture limitrofe (trachea, esofago, nervi laringei inferiori)

- una forma autoimmune (Tiroidite di Hashimoto).

è la forma più frequente di tiroidite, colpisce di preferenza il sesso femminile tra i 30 e i 60 anni.ed è su base familiare .

In  questo stato morboso c’è produzione di anticorpi contro determinati strutture o sostanze tiroidei (tireoglobulina, tireoperossidasi, recettore per il TSH) e la tiroide presenta un’intensa infiltrazione da parte di un tipo di globuli bianchi (i linfociti).

Clinicamente i pazienti con Hashimoto possono presentare una tiroide aumentata di dimensioni oppure piccola e fibrosa con o senza sintomi di ipotiroidismo. Nella maggior parte dei casi il dolore è assente o può essere presente una sensazione di fastidio nella regione anteriore del collo.

 

                                                                      NEOPLASIE

I tumori della tiroide  possono essere differenziati ed indifferenziati a seconda che il tessuto neoplastico conservi più o meno la forma e la funzione del tessuto tiroideo normale.

La diagnosi delle neoplasie della tiroide è clinica e strumentale, avvalendosi delle moderne metodiche

(ecografia, scintigrafia, TC, RMN, PET) e test di laboratorio specifici.

La terapia è chirurgica e prevede l’asportazione completa della tiroide  alla quale si aggiunge un’ asportazione più o meno estesa  dei linfonodi del collo  consequenziale al tipo istologico e allo stadio .  

 

La scleroterapia

                                                                             

E’ la chiusura di piccoli o grandi vasi dilatati iniettando all’interno di essi una soluzione farmacologica detta sclerosante: questa danneggia la parete venosa provocando prima una contrazione del vaso, poi la formazione al suo interno di un trombo e una reazione infiammatoria che tempo genera la chiusura e il riassorbimento del vaso trattato e di quelli da esso alimentati.
Questa tecnica viene usata per eliminare i sintomi dovuti ad un’insufficienza venosa (dolore, ulcere, sovraccarico) oppure per motivi estetici in caso di varici reticolari e teleangectasie (capillari). Recentemente si è diffusa la sclerosi con l’utilizzo di una schiuma che può essere usata con successo nella sclerosi dei grossi vasi, soprattutto nelle recidive.
Prima di procedere ad un trattamento scleroterapico si studia la vascolarizzazione con l’ecocolordoppler, che dà indicazione sulla grandezza dei vasi, sulla pressione all’interno di essi e sulla tenuta o meno degli apparati valvolari dei grandi vasi.
Stabilite le modalità d’intervento, il Medico inizia il trattamento che in un certo numero di sedute, porta alla scomparsa dei vasi dilatati migliorando sia la funzionalità che l’estetica delle gambe;
scompariranno quindi la sensazione di pesantezza, il dolore, le ulcere e tutte quelle complicanze tipiche dell’insufficienza venosa. Ovviamente se viene utilizzata la scleroterapia in sostituzione dell’intervento chirurgico per chiudere una vena di grosso calibro, i risultati a breve saranno ottimi, come nella chirurgia, ma nel lungo termine si potranno manifestare delle recidive. Dopo la seduta scleroterapica il Medico chiederà di applicare una calza elastica più o meno forte e più o meno a lungo, a seconda del lavoro svolto; lo scopo di questo presidio, sarà quello di evitare la formazione di ematomi eccessivi, indurimenti del vaso e gonfiore.
Spesso il curante prescriverà farmaci per sostenere la circolazione, eventuali terapie locali ed interventi correttivi, a seconda della situazione d’insufficienza vascolare del singolo Utente.
Alcuni tipi di varici possono trarre beneficio dal trattamento con il laser, ma spetterà sempre comunque al Medico la scelta della tecnica più idonea per la situazione in atto.

 

 

Lifting non chirurgico


 Un trattamento ambulatoriale, quindi senza degenza, permette di ottenere un risollevamento del viso e perciò un aspetto più giovane, senza ricorrere all’intervento chirurgico. Il Medico applica dei fili nella cute riprogrammando le linee di trazione del volto e contrasta la caduta verso il basso delle strutture sottoposte all’attrazione gravitazionale. La pelle delle zone trattate viene stimolata a produrre elastina e fibre collagene, che generano un’impalcatura che contrasta lo scivolamento verso il basso dei tessuti. Il prodotto è stato per anni usato in cardiochirurgia ed oculistica, quindi è ampiamente testato a livello mondiale; la caratteristica dei fili, quella di essere riassorbibili, permette al paziente che si sottopone a questa terapia di recuperare completamente il suo aspetto originale, qualora decidesse di non voler più procedere ad alcuna correzione.Si possono applicare più o meno elementi, a seconda dello stato del tessuto e dell’estensione delle zone da trattare: i tempi di applicazione sono rapidi e si può ottenere un aspetto più giovane nell’immediato, benchè il risultato ottimale si ottenga nell’arco di circa due settimane. Un colloquio preliminare con il Medico nel corso della visita, servirà a chiarire qualunque dubbio ed a conoscere tutti gli aspetti di questo trattamento. l giorno fissato per l’applicazione, la paziente può riprendere le sue occupazioni  al termine della terapia.

Oltre al viso ed al collo possono essere trattate altre zone del corpo come le braccia, l’interno cosce, l’addome, i glutei, le ginocchia ed in casi selezionati, perfino il seno.                                            

  

   APPROCCIO DIAGNOSTICO

Anamnesi tradizionale e mirata alla domanda; esame obbiettivo tradizionale e mirato; valutazioni morfologiche e funzionali a indirizzo medico estetico:valutazione psicologica: una serie di test, inserita nel colloquio finalizzata alla definizione di un profilo psicologico globale dell’utente, evidenzierà la risposta emotiva procurata dall’inestetismo in esame, anche nei suoi riflessi socioambientali;valutazione morfoantropoplicometrica: la conoscenza della storia ponderale del paziente, del peso ideale soggettivo, della massa magra, della quantità totale di acqua, mediante le metodologie di analisi della composizione corporea quali plicometria e impedenziometria, consentono di stabilire gli eventuali target ponderali o i trattamenti localizzati. La stessa prescrizione dei piani alimentari per il recupero metabolico e ponderale del soggetto parte dalla valutazione morfoantropoplicometrica;valutazione posturale: per evidenziare possibili alterazioni della posizione del corpo nei confronti dei piani di appoggio in situazione statica e dinamica, attraverso l’osservazione diretta e con l’ausilio del plantoscopio e del podografo;valutazione della capacità fisica: per misurare la capacità del soggetto a compiere un lavoro fisico. Se ne apprezza il massimo consumo di ossigeno, la forza e la flessibilità articolare, con il supporto di un cicloergometro, di una bacchetta graduata e di un goniometro;valutazione angiologica degli arti inferiori: con una semiotica medica e l’ausilio di un doppler acustico;valutazione ecografica dell’ipoderma: per distinguere un’adiposità localizzata da una pannicolopatia edematofibrosclerotica nei suoi stadi evolutivi;valutazione cutanea: esame clinico e misurazione dei parametri fisiologici fondamentali con l’ausilio di un corneometro, un sebometro, un pHmetro e un termometro;valutazioni ematochimiche: analisi cliniche mirate alle indicazioni cliniche

Le allergie

      Che cosa sono le allergie

Le allergie sono il risultato di una risposta immunitaria eccessiva a sostanze, gli allergeni, che nei soggetti normali non provocano reazioni. Teoricamente qualsiasi sostanza può indurre un’allergia, che si manifesta in modo diverso a seconda che l’allergene sia respirato, ingerito o venga a contatto con la pelle; tipici allergeni sono ad esempio pollini, spore, muffe ma anche polvere, cibi, farmaci, pelo di animali, materiali come il nichel o il latice, veleno di insetti. Si stima che il 30-50 per cento della popolazione sia geneticamente predisposto a sviluppare allergie, che comportano anche notevoli costi sanitari: in tutto il mondo oltre 8 miliardi di dollari vengono spesi ogni anno soltanto per i farmaci antiallergici. La risposta allergica. In chi è allergico l’esposizione a un allergene provoca la produzione di anticorpi specifici, le IgE, che si legano a cellule presenti nelle mucose e nel sistema respiratorio e comportano la liberazione di istamina, un mediatore dell’infiammazione che induce vari sintomi a livello cutaneo e delle mucose.

I sintomi

Nel caso di allergie che coinvolgono soprattutto il sistema respiratorio, come quelle da pollini, si ha una rinite allergica con infiammazione della mucosa del naso e congiuntivite. I sintomi sono tipici di un raffreddore (naso congestionato, che cola) uniti a prurito e bruciore agli occhi e, spesso, alla tosse. Si stima che almeno nel 50 per cento di chi soffre di rinite allergica sia presente anche asma: in questi casi i sintomi sono ancora più pesanti, perché la difficoltà a respirare è maggiore. I sintomi delle allergie da contatto interessano invece soprattutto la pelle, che si arrossa, prude ed è secca (in caso di dermatite), fino a coprirsi di vescicole (tipiche dell’orticaria) nell’area a contatto con l’allergene; nel caso di allergie a cibi o farmaci si possono avere i sintomi respiratori e cutanei associati a disturbi gastrointestinali.

Lo shock anafilattico

Si ha quando la risposta all’allergene è di intensità estrema: il respiro è frequente, poco profondo e molto difficoltoso, la pressione sanguigna cala drasticamente (i liquidi si riversano fuori dai vasi sanguigni, che diventano più permeabili), la cute è pallida, si ha tachicardia, prurito diffuso, vomito e diarrea. Si può arrivare anche alla perdita di coscienza e al decesso, ed è sempre necessario intervenire in fretta somministrando adrenalina per evitare il peggio.

La diagnosi

Le allergie possono essere riconosciute attraverso un’attenta ricostruzione della storia dei sintomi, che permette di orientare il medico nel capire quale allergene può essere responsabile della reazione allergica, e test veri e propri come quelli cutanei, in cui si iniettano sotto pelle piccolissime quantità degli allergeni sospettati e si attende la comparsa della risposta infiammatoria indice di positività allergica.

Il trattamento

È indispensabile evitare, per quanto possibile, il contatto con ciò che scatena la reazione allergica; quando non è possibile, come nel caso dei pollini durante la stagione pollinica, o quando comunque ci si trova esposti all’allergene, aiutano farmaci come gli antistaminici o i corticosteroidi per inalazione. Sempre più diffusa l’immunoterapia, che consiste nel somministrare (per inalazione o per via sublinguale) piccole quantità crescenti di allergene, così che il paziente ci si «abitui» e la risposta allergica diminuisca di intensità.

Cos'è l'allergia?

L'allergia si configura come una reazione del sistema immunitario verso sostanze irritanti come pollini e acari della polvere, sostanze che sono altrimenti innocue. Per la maggior parte delle persone queste minuscole particelle sono irrilevanti (non hanno ruolo patogenico) ma per le persone che soffrono di allergia possono scatenare una reazione allergica che si manifesta con respiro affannoso, prurito e lacrimazione degli occhi, naso chiuso e che cola, starnuti e asma.

Qualsiasi sostanza in grado di indurre una tale reazione del sistema immunitario dell'organismo è detta allergene. Gli allergeni comuni sono:

 

  • Acari della polvere
  • Pollini
  • Epiteli di animali (cani, gatti,…)
  • Spore di muffe o funghi
  • Cibo (in particolare latte, uova, grano, soia, frutti di mare, frutta e noci)
  • Veleno di api e vespe
  • Alcuni farmaci
  • Lattice
  • Sostanze chimiche di utilizzo domestico (sostanze irritanti come detergenti e profumi)

 

Tipi di allergie

Vi sono numerosi tipi di allergie:

 

  • Allergia respiratoria: Le allergie respiratorie sono le allergie più comuni. Le allergie respiratorie sono causate da allergeni presenti nell'atmosfera e nell'ambiente, tra cui pollini, epiteli di animali, muffe e acari della polvere. Le forme di allergie respiratorie più comuni sono la rinite allergica e l'asma allergica.

 

La rinite allergica, comunemente nota come febbre da fieno, è un'infiammazione delle vie respiratorie superiori e delle mucose di naso e occhi. La congiuntivite spesso accompagna questa condizione. I sintomi della congiuntivite allergica sono rossore, prurito e lacrimazione degli occhi. La causa più comune è un'allergia al polline di alberi e graminacee.

L'asma allergica si instaura quando le vie respiratorie sono ipersensibili verso gli allergeni che causano una reazione allergica nel vostro organismo. Poiché le vie respiratorie superiori e inferiori sono collegate, l'infiammazione può diffondersi dal naso verso i polmoni peggiorando il controllo dell'asma o gettando le fondamenta per un successivo sviluppo dell'asma.

 

  • Allergia di natura cutanea: L'eczema, noto anche come allergia da contatto o dermatite da contatto, è un'eccessiva reazione cutanea causata tra le altre cose dal contatto diretto con nichel, cosmetici e sostanze chimiche.
  • Altre allergie: Altre allergie includono le allergie alimentari, causate il più delle volte da latte, uova, soia, arachidi e pesce, e l'allergia al veleno di imenotteri (ad esempio api, vespe e calabroni). I sintomi in genere si manifestano subito dopo il contatto con l'alimento o subito dopo avere subito una puntura di imenottero. I sintomi comuni includono eruzioni cutanee, respiro affannoso, prurito, disturbi di stomaco, nausea e vomito. In rari casi, un alimento o una puntura di imenottero possono condurre a uno shock anafilattico, una grave reazione allergica che coinvolge tutto l'organismo e che è a volte letale.

 

Chi è a rischio?

Si stima che attualmente circa il 10-30% della popolazione adulta e fino al 40% dei bambini nel mondo soffrano di qualche forma di allergia. La rinite allergica (con o senza congiuntivite) colpisce dal 5% al 50% della popolazione di tutto il mondo e il 15-20% di queste persone soffre di una grave forma di allergia.

LO SAPEVI CHE...?

Le allergie sono le malattie croniche più diffuse tra bambini e giovani adulti.

Le allergie possono essere geneticamente determinate, ma la maggior parte dei nuovi casi si verifica in persone senza una precedente storia familiare di allergie.

Le allergie possono svilupparsi in qualsiasi età ma iniziano in genere durante l'infanzia e persistono per molti anni, spesso per tutta la vita. Alcuni individui sono più predisposti di altri a sviluppare un'allergia perché questa è già presente a livello genetico nella famiglia. La tendenza genetica a sviluppare allergie è nota come atopia.

Nonostante non se ne conosca l'esatto ruolo, il fumo può

rappresentare un fattore di rischio nello sviluppo dell'allergia. Altri

fattori ambientali come un'alta esposizione ad animali, acari della

polvere e sostanze inquinanti presenti nell'aria possono rivestire un

ruolo nello sviluppo delle allergie.